Pedagogika.it - Numero 1 Anno XIV - ...Erranze ...Migrazioni
Pubblicato il 2010-02-25 13:02:16

Numero 1_XIV_2010 (Leggi il pdf)
Per l'acquisto della rivista vedi elenco librerie
Per informazioni e abbonamenti pedagogika@pedagogia.it - www.pedagogia.it
NUMERO 1 ANNO XIV
DOSSIER ...ERRANZE... MIGRAZIONI
… Erranze... Migrazioni
“Il vero viaggio di scoperta
non consiste solo nel cercare nuove terre,
ma nell’avere nuovi occhi”
Proust
L'Italia, l'Europa, in genere i paesi ricchi si trovano da quasi vent'anni, impegnati ad assorbire il massiccio flusso migratorio dei paesi in via di sviluppo. Si dice spesso che l'immigrazione, sia dal punto di vista culturale che socioeconomico, arricchisca i paesi ospitanti. Tutto ciò va dalla manodopera dei lavori ormai poco appetibili al cittadino italiano alla varietà delle proposte culturali, la musica, i linguaggi, la cucina e altro ancora, da un punto di vista sia sociale, culturale che educativo-pedagogico. Così i negozi, i bar, i ristoranti, portano con sé sapori, odori, colori nuovi che diventano via via parte della normalità del paesaggio e non solo un’ ulteriore novità da scoprire per soddisfare una nuova curiosità.
Nel nostro percorso vogliamo concentrarci sul concetto di varietà, di risorsa, di mutazione innovativa; Come ci ricorda Tahar Ben Jelloun in Creature di Sabbia, “I nostri passi inventano il sentiero a mano a mano che si va avanti; dietro non lasciano tracce, ma il vuoto, il precipizio, il nulla. Allora guarderemo sempre avanti, e ci affideremo ai nostri piedi”.
Vero è che in questo paese siamo da poco riusciti ad assorbire l' immigrazione interna, e abbiamo grosse difficoltà ad incontrare le comunità migranti per integrarle nella cultura italiana. Il motivo dominante pare essere l'integrazione “lavorativa” al di là di questo (e nella condizione positiva che questo accada) l'incontro con la diversità culturale pare suscitare fantasmi legati ad una sorta di paura della contaminazione, sia essa religiosa, della razza, del costume, della morale e non ultima delle malattie. Occorre forse inquadrare il fenomeno in un'ottica multiprospettica, dove entrano in gioco non solo fattori tangibili e considerabili in chiave economica, ma anche psicologica (ai meccanismi di scissione e proiezione) che spingono verso la “paura” del diverso, pregiudizialmente percepito come portatore di istanze negative, primitive e distruttive. Qualcosa di irrisolto nell'individuo o nella società che si concretizza nell'incontro con il migrante?
Per altro verso la cultura della globalizzazione spinge in maniera sempre più paradossale nella duplice prospettiva che va dall'incontro-scontro delle diversità estreme alla totale omologazione. La storia insegna, tuttavia, come i fenomeni migratori portino con sé pezzi di cultura che lasciano segni profondi. Nivea Oliveira scrive, in Il colore della brace, “La storia della mia vita fu e continua ad essere punteggiata dai diversi. I miei nonni materni erano discendenti di polacchi e spagnoli. I miei nonno paterni erano discendenti di indios e cablocos (unione di un bianco con un indio). Se io fossi razzista dovrei cominciare da me stessa e negare la mia esistenza”.
Allora ci si chiede: come occorre inquadrare il fenomeno? E, poi, qual è il ruolo della pedagogia, dell'educazione e, in particolare, della scuola rispetto a queste situazioni?
Non è, per concludere, delle negatività che vogliamo occuparci, non è nello stereotipo politico o sensazional-giornalistico quello su cui vogliamo focalizzarci/rimanere-prigionieri, ma vorremmo far emergere le grandi energie positive che generano il fenomeno e che dal fenomeno vengono generate, senza per questo volerci illudere emozionalmente in approcci “buonisti” che dissimulano problematiche evidenti e concrete, che fanno parte della quotidianità del nostro paese.
SOMMARIO
5 Editoriale
di Salvatore Guida
.../dossier/...erranze...migrazioni
8 Introduzione
10 L’intercultura e l’idea di “confine”: appunti pedagogici
di Franco Cambi
17 Oltre l’idea di minoranza. La diversità come bene pubblico tra Europa e Stati costituzionali
di Ilenia Ruggiu
25 In fuga dai nomi. Movimenti migratori e spazio metropolitano
di Sandro Mezzadra
32 Muoversi nella complessità tra passato, presente, futuro
di Claudia Biondi, Sabrina Ignazi, Daniela Rossi
39 Ci incontreremo un giorno o l’altro
di Francesca Scarioni, Marta Franchi
43 Crossing: incontri ravvicinati con giovani d’immigrazione
di Orietta Ripamonti
48 L’erranza che sfama il mondo
di Angelo Villa
54 Paure dell’Islam e luoghi dell’Altro: tra le parole
di Elena Biagi
61 Umanizzare la religione per creare la pace
di Daisaku Ikeda
.../temi ed esperienze
68 Prendersi cura della cura. Darsi, dare misura narrando
di Anna Maria Piussi
76 La filosofia: l’irresistibile passione dello spirito
di Corinna Albolino
82 La crisi del futuro, l’educazione e le parole della politica
di Marco Taddei
88 La retorica della «riforma della scuola» tra umanesimo e scientismo
di Simona Faucitano
95 Il metodo possibile: l’educatore scolastico tra bisogni e vincoli
di Patrizia Sordi
.../cultura
102 A due voci
Angelo Villa, Ambrogio Cozzi
106 Scelti per voi Libri Cinema Musica
a cura di Ambrogio Cozzi, Cristiana
La Capria, Angelo Villa
115 Arrivati in redazione
.../In_breve
119 Il nuovo. Forme di apertura all’ulteriore.
.../In_vista
120 Io sono: il “core competence” dell’educatore professionale.

